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 Contest N°6: Story contest N°3

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AutoreMessaggio
MASTER GDR

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Numero di messaggi : 103
Età : 24
Data d'iscrizione : 23.03.09

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Livello: Infinito
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MessaggioTitolo: Contest N°6: Story contest N°3   Sab Ago 22, 2009 3:44 pm

3° Story Contest
Il vostro compito è quello di scrivere una storia di breve durata su un tema obbligatorio.Si avverte ch e se scriverete una storia più lunga di 3 messaggi vi sarà abbassato il punteggio per troppa lunghezza del testo.
La ricompensa sono punti esperienza con cui potrete salire di livello e prendere i FP(Forum Point) da scambiare con doni a sorpresa per il GDR.
Questa volta in palio aggiungo anche un Oggetto Sorpresa per la storia migliore, basta che sia davvero eccellente.


Tema: Una spada per gioire, una spada per soffrire
Durata massima: 3 messaggi
Durata contest: 3 settimane


Pronti ?
Via!!!
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Ridnilol Draziw

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Maschio Numero di messaggi : 93
Età : 23
Località : Erlas e base degli Oregon
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Sab Ago 22, 2009 3:53 pm

mi metto subito al lavoro......
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Link Hyuga

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Maschio Numero di messaggi : 149
Età : 24
Località : Nimue
Data d'iscrizione : 25.11.08

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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Sab Ago 22, 2009 4:15 pm

idem
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Sahia

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Femmina Numero di messaggi : 38
Età : 21
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Mer Set 02, 2009 3:43 pm

Tanti anni or sono viveva un fabbro di nome Guel. Era il miglior fabbro del Mondo Terreno e in assoluto la sua migliore opera sono state le due spade gemelle.
I nomi delle due spade era scritto in Arcaico una lingua ormai morta ma tutti conoscevano solo di fama le due spade i cui poteri erano una la nemesi dell'altra:la spada bianca della gioia che se abbinata alle giuste parole arcaiche poteva guarire tutte le ferite tranne la mortee la spada nera del dolore che se impugnata con rabbia e dolore uccideva solo sfiorando la vittima.
Guel affidò le due spade a due templi diversi con l'indicazione di cederle solo a un ragazzino con una macchia nera in fronte per la spada bianca e con una macchia bianca per la spada nera.
La nostra storia,però,è ambientata alcuni secoli dopo e i protagonisti sono fratello e sorella,lui con una macchia nera e lei con una macchia bianca sulla fronte.
Sebbene parenti(e giuro che lo sono,non stò mentendo) erano uno la nemesi dell'altra...
i loro nomi erano Aishar e Liei e si volevano molto bene.
Un giorno i due fratelli arrivarono in una cittadina disabitata,come se fosse stata attaccata da un gruppo di demoni del fuoco .
incuranti del pericolo che fossero ancora nelle vicinanze i due ragazzi si fiondarono nel villaggio in cerca di cibo non sospettando minimamente che quel villaggio fosse stato attaccato dai demoni apposta per catturarli...
Infatti sotto quel villaggio si trovava il tempio dove era custodita la spada nera del dolore.
i demoni erano stati mandati dal signore della morte perchè desiderava usufruire dei poteri delle due spade che lo avrebbero aiutato a vincere una guerra che andava avanti da anni e che aveva reso orfani centinaia di bambini tra cui Aishar e Liei.
al tiranno in realtà non importava quanti bambini fossero rimasti orfani a causa della guerra da lui provocata,il sua unico desiderio era quello di controllare il mondo terreno in modo da costituire un esercito enorme con cui invadere il Regno Celeste dove vivevano gli elfi e i draghi.
Appena i due bambini misero piede nel villaggio le porte si chiusero dietro di loro e una ventina di demoni li attaccò con una violenta carica da entrambi i lati lasciando loro come unica via di fuga il tunnel che portava al tempio.
i due ragazzi corsero a perdifiato lungo il tunnel fino a quando si trovarono in un enorme sala con una sorgente e sotto il getto d'acqua brillava un oggetto do forma simile alla croce ma interamente nero.
Senza pensarci due volte,come in sogno,Liei si tuffò per recuperare l'oggetto misterioso.
Sotto lo sguardo stupito di tutti(tranne del vostro cari lettori)riaffiorò impugnando una spada di metallo nero e mentre la teneva la macchia indefinita sulla sua fronte prese la forma di un piccola luna calante che brillava come 50 torcie.
Il fratello rimase sbigottito e lo divenne ancora di più quando sua sorella si lanciò contro i nemici brandendo la spada come se fosse nata con la spada nella mano.
Con un fendente abbattè i primi due demoni che si dissolsero come neve al sole e gli altri arretrarono come se davanti a loro fosse comparso un lago(che è la cosa di cui hanno più paura).
-Fatevi avanti se ne avete il coraggio demoni!Vi rispedirò lì da dove siete venuti!!!!!-Disse la ragazzina fuori di senno dalla rabbia buttandosi contro i nemici terrorizzati.
-Fermati Liei!Non vedi che stanno fuggendo terrorizzati?Non c'è bisogno di inseguirli!-esclamò Aishar accorgendosi stupito che sua sorella,quella ragazzina che non avrebbe fatto mai male a una mosca,stava per lanciarsi all'inseguimento dei demoni con un ghigno perverso sulle labbra.
Immediatamente le afferrò il braccio e vedendo che rimaneva immobile pensò che si fosse calmata e quindi quando lei con uno strattone si liberò il braccio rimase atterrito -Non può essere lei,non si comporterebbe mai così-pensò prima di ricevere un pugno dritto sul naso da Liei che quando lo guardò riverso sul pavimento a sputare sangue lo apostrofò -Non prendo ordini da un ragazzino codardo-guardandolo con un misto di disgusto e derisione-Inoltre il mio nome non è più Liei,d'ora in poi chiamatemi Shadow!!!!!!!!!!!-
E mentre urlava queste parole il suo aspetto cambiò:da quello di una semplice ragazzina con una macchia in fronte a quello di una donna dai capelli lunghi e neri con gli occhi dal taglio esotico completamente rossi e uno strano tatuaggio molto complesso intorno agli occhi che sulla fronte andava a coincidere col segno bianco a forma di luna.

QUI FINISCE LA PRIMA PARTE,SO CHE NON E' UN GRAN CHE MA VEDRETE CHE MIGLIORERA ANDANDO AVANTI


Ultima modifica di Sahia il Gio Set 03, 2009 3:44 pm, modificato 2 volte
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shurtugal

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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Gio Set 03, 2009 3:19 pm

Wow!!!
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Lolindir
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Gio Set 03, 2009 3:22 pm

non vedo molto di Gioire e Soffrire però bella...

_________________
La mia vita è una battaglia... non si può mai sapere quando finirà...

-Oltre le colline...oltre le montagne...oltre le pianure...oltre le foreste...oltre i fiumi...oltre i mari...oltre gli oceani...oltre l'orizzonte...oltre il cielo...oltre le stelle.........................
Giri a destra , vai avanti , poi a sinistra e sei davanti all'edicola!!! capito o devo rispiegare?-
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Link Hyuga

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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Gio Set 03, 2009 3:32 pm

In una famiglia di campagna viveva una famiglia composta da 2 fratelli gemelli e una madre mentre il padre non lo aveva mai visto nessuno oltre alla madre.
Un ragazzo amava la guerra come non mai era perfetto: forte, alto, intelligente mentre l'altro odiava con tutto se stesso qualsiasi forma di guerra solo per il fatto che era un essere imperfetto, un mezzo demone.
Un giorno quando i ragazzi compirono 16 anni la madre consegno ad ognuno una spada che erano state forgiate da un mastro fabbro molto famoso, su richiesta del padre.
Ad il ragazzo che amava la guerra fu data una spada chiamata "Tenseiga" una spada incapace di fare del male anzi era persino capace di salvare persone sul filo di morte, mentre al mezzo-demone fu data "Tessaiga" una spada che con un solo fendente poteva spazzare via 100 demoni.
I ragazzi non contenti dell'assegnazione delle spade cercarono di scambiarsele ma ogni volta che uno dei due toccava la spada del fratello si ustionava. Dovettero rassegnarsi ed entrambi partirono per un lungo viaggio uno l'opposto dell'altro. Si dissero "Quando entrambi compiremmo 25 anni ritroviamoci qui e affrontiamoci, chi vincerà avrà diritto alla spada del fratello...".
Detto questo partirono...


Ultima modifica di Link Hyuga il Ven Set 04, 2009 12:31 pm, modificato 1 volta
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Sahia

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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Gio Set 03, 2009 3:57 pm

SECONDA PARTE


Il ragazzo ancora scosso da quello che era successo alla sorella solo impugnando quella spada promise a se stesso che avrebbe fatto di tutto per salvarla dal controllo malefico di quello strumento di morte e distruzione.
Ma per poterla salvare sapeva di dover possedere una spada che riuscisse a resistere a quella della sorella e pensandoci gliene venne in mente solo una:La Spada Bianca della Gioia che era la nemesi di quella che impugnava Liei-No non è lei a impugnare quella spada ma Shadow-pensò con tristezza.
Mentre questi neri pensieri gli attraversavano la mente senza neanche accorgersene andò a sbattere contro un uomo avvolto in un mantello bianco.
-Stai un pò attento ragazzino- disse quello rialzandosi con la faccia sporca di terra-Sai un pò dirmi dove si trova il villaggio attaccato dai demoni?-
-Perchè cosa ci vuole andare a fare?Se è per recuperare la Spada Nera del Dolore è arrivato troppo tardi dato che ora controlla mia sorella!-
-Cosa! Se tua sorella è riuscita a impugnare quella spada significa che era una dei due ragazzi della profezia e quindi di conseguenza l'unico a poter impugnare l'altra spada sei tu...-disse l'uomo come se stesse parlando con se stesso.
-Se sono io l'unico a poter impugnare quella spada mi porti nel luogo dove è custodita per favore,devo salvare mia sorella!
-Io ti posso portare al tempio bianco ed anche allenarti perchè tu diventi un eccellente spadaccino, ma l'unico modo per salvare tua sorella è quello di distruggere il signore del male ed entrambe le spade riportando l'equilibrio nei due mondi...-
-Allora le darò la mia parola d'onore che la aiuterò a distruggere le due spade e che mi impegnerò al massimo delle mie capacità per imparare tutto quello che lei riterrà untile signore.Ah una cosa, come si chiama?il mio nome è Aishar...-
-Ragazzino io non ho nome.Però se vuoi puoi chiamarmi Seis che in arcano significa sacerdote.-
E così Aishar e il suo maestro Seis si incamminarono verso la foresta bianca dove si trovava il tempio.
Passarono gli anni e Aishar si trasformava poco a poco in un uomo.
Era molto veloce nell'apprendere e ben presto arrivò ai livelli del maestro.Con la sua spada bianca era inbattibile e gli erano già stat insegnate le parole per guarire,e con quelle aveva salvato molte persone rendendole felici.
Un giorno però arrivò al tempio la notizia di un nuovo condottiero abilissimo nelle file nemiche.
Tutto quello che si sapeva di lui era che impugnava una spada nera chepoteva uccidere cento uomini con un solo colpo e che cavalcava un enorme drago nero dagli occhi verdi.
-é di sicuro mia sorella Seis,mi sento pronto per,ormai si è scoperta e questo significa che anche il suo allenamento è terminato...-
-Lo so ma ho paura che lei sia ancora troppo forte rispetto a te... ma comunque sapevo che me lo avresti chiesto quindi prima che tu parta ti farò un regalo. Seguimi...-
Lentamente si avviarono verso le scuderie e appena entrati un ruggito scosse le fondamenta della scuderia
-Lui è White,spero diventiate amici in fretta-disse riferendosi a un magnifico drago bianco e dorato con gli occhi azzurri.-Ti aiuterà a salvare tua sorella-
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Lolindir
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Gio Set 03, 2009 11:58 pm

In antichi Tempi, alle pendici del monto Bracus, sede delle sacre Fucine degli Dei, Ulfgar, il dio fabbro, forgiò una lama dal potere illimitato per Tamior, il re degli Dei.
La spada era in una lega tra il metal-luce e il metal-ombra, così che fosse il equilibrio e aveva poteri derivati da fuoco, terra, acqua e vento.Ulfgar stanco per il duro lavoro si addormentò lasciando la spada sul tavolo...in quel momento apparve Vecna, il signore dei morti.
-stolto! Questa spada ha il potere di aprire i Sacri Cancelli delle Tenebre, pensavi che l'avrei lasciata nelle mani di Tamiot?- fece per prendere la lama ma come si avvicinò ad essa la sua mano si ustionò
-Bene, a quanto pare hai messo un sigillo su questo artefatto."Vecna non potrà mai impossesarsene eh?e allora voglio aggiungerci qualche cosa di mio...la spada verrà mandata nel mondo dei mortali e lì ci penseranno i miei fedeli ad aprire i Sacri Cancelli ...stolto Ulfgar-
detto questo Vecna pronunciò l'incantesimo e la spada iniziò a volare verso il mondo dei mortali, scagliata dalla magia del dio...Vecna sorrise e se ne andò...
Quando Ulfgar si svegliò la spada stava ancora precipitando verso la terra, allora chiese tamio di intervenire.Il re degli dei provò a fermare la spada, ma la magia di Vecna sulla terra era più forte della sua...
-non posso fermare la spada- disse- ma posso dividerla in due parti così che il suo potere non sia più sufficente ad aprire i cancelli delle tenebre - così la spada venen divisa in due lame: una di metal-luce coi poteri del fuoco e dell'acqua, l'altra di Metal-ombra e coi poteri della Terra e del vento...
le spade caddero in due luoghi differenti sul mondo dei mortali.
Vecna era furioso e la sua ira lo portò ad aggredire Tamior e Ulfgar nella dimora del dio supremo ove vecna era debole e Tamior lo recluse nel suo regno delle tenebre...
le due spade vennero date per disperse...

Diecimila anni dopo, il mondo dei mortali è in preda a una furiosa lotta fra tre regni: Norimar, il regno nato dall'alleanza fra nani, elfi e uomini, Gensari, l'impero dei draghi, e Grutargh-Blek, un regno demoniaco nato dalla discesa sulla terra del figlio illegittimo di Vecna, Ortias.
La guerra causava immense sofferenze a tutti, da tutte le fazioni vi erano atti di eroismo e di grande crudeltà, tra i quali il più noto fu il massacro di Cerifal, un villaggio a poche miglia dal confine tra Noriamr e Grutargh-Blek dove i mezzi-demoni massacrarono quasi tutta la popolazione in una notte...
E la mia storia inizia da qui, da questo villaggio ,nel momento in cui la ferocia della guerra lo portò via...

Liadon correva a perdifiato per scappare...il suo villaggio era stato attaccato e l'unica cosa che poteva fare era cercare la fuga...
mentre correva via fra case in fiamme si ricordava della sua vita, dei suoi amici che probabilmente non avrebbe mai visto, di quello che non era riuscito a dire a Katrin , la ragazza di cui era innamorato...Liadon piangeva, le lacrime gli offuscavano la vista mentre scappava...e non vide l'orrida figura di un demone che lo sovrastava...il demone fece guizzare la sua ascia e Liadon cadde a terra con un taglio che gli andava dalla sopracciglia desta alla guancia, Liadon cadde a terra gridando per il dolore, il demone fece per colpirlo ancora ma con la forza della disperazione rotolo per terra, si rialzò e riprese a correre col demone alle calcagna che rideva di lui...La fuga portò Liadon verso una quercia secolare ai margini del villaggio , il demone lo raggiunse e con un colpo tagliò l'albero in due per tutta la sua altezza, Liadon evitò il colpo che un pelo, ma accadde qualcosa di incredibile...l'ascia del demone andò in frantumi e nel ceppo del albero appena distrutto si vedeva una splendida spada bianca che emanava bagliori luminescenti di bianco rosso e blu...Liadon , come per istinto, perse la spada e colpì il demone disarmato, troncandogli la testa...
Liadon rimase fermo a guardare quella lama magnifica...poi svenne, per l'emozione, per il dolore delle sue ferite e per stanchezza...
Al suo risvegli si ritrovò in una stanza dalla forma irregolare, quasi fosse un buco in un albero, disteso in un letto tra comode lenzuola profumate, il suo occhio era stato medicato e lui aveva solo una cicatrice, la sua vista non aveva avuto ripercussioni. Appesa al letto, in un fodero di cuoio con decori in argento, la spada bianca...
Liadon la guardava ancora incantato quando nella stanza entrò un elfo dall'aspetto giovane , vestito con abiti marroni e neri abbastanza lunghi, aveva occhi chiari e lunghi capelli corvini, al fianco gli pendeva una spada.
dietro di lui venne un vecchio uomo, aveva abiti grigi e una zazzera bianca ma emanava un senso di sicurezza e calore...
Liadon si sentì un attimo a disagio, lui era un ragazzo con i capelli rossi tenuti corti, occhi scuri, pelle chiara e ora aveva anche quella cicatrice a rovinargli il viso...
-ti sei svegliato- disse il vecchio - Non temere , siamo amici.Appena il tuo villaggio è stato attaccato ci siamo subito diretti lì per aiutarvi , ma purtroppo era già troppo tardi.abbiamo trovato solo te vivo.
Comunque ora sei a Rawasa, la città arborea degli elfi e questo giovane che mi sta affianco è il mio amico Wyles, uno dei migliori spadaccini del regno...-
-Piacere...-disse Liadon con voce tremula
-ah..non mi sono neanche presentato- disse il vecchio- bene, il mio nome è Thenga ,sono un mago della corte di re Ulf e mi adopero sui campi di battaglia da decine di anni -
-Io sono Liadon-disse il il giovane - il demone che...-
-Sappiamo tutto- disse Wyles con un voce profonda e sincera-Se sei stato in grado di impugnare quella spada significa che lei ti ha scelto.Quella quercia era resistita a mille incendi e colpi di scure, ma si è squarciata per darti la spada bianca...questo è il segno che Vecna sta per tornare..-
-Cosa?- disse Liadon, non capendoci più niente...
il vecchio sospiro e sedendosi sul letto del ragazzo e parlò:
-Si narra che il fabbro degli dei, Ulfgar, forgiò una spada dal potere illimitato per il suo re Tamior, il signore degli dei, Vecna, dio dei morti, cercò di rubarla ma quando vide che non poteva neanche toccare la lama la inviò sulla terra con la magia sicuro che i suoi servi l'avrebbero utilizzata per aprire i sacri Cancelli delle Tenebre...ma Tamior lo bloccò, dividendo la lama in due spade, l'una l'opposto dell'altra, e rinchiudendo Vecna nel suo mondo di morte e disperazione...si dice che le spade abbiano una loro anima e che riunite ridaranno forma alla spada originale, la Spada di Tamior...
questa spada che tu hai impugnato ti ha reso un Prescelto della Spada, l'eroe destinato a riunire le spade.Liadon! La spada ti ha scelto, impara ad usarla ed a conoscerla, perché lei ha una sua mente e solo conoscendovi potrete portare la pace in questo mondo...pensa a tutte quelle persone che si ritrovano nei tuoi stessi panni... senza più nessuno, senza un futuro, tu puoi fermare tutto questo, tu e la Spada bianca potete.-
il silenzio calò nella stanza , il ragazzo non sapeva che dire, poi si ricordò dei suoi amici... non voleva che la loro memoria rimanesse non vendicata...
Prese la spada e disse:-Dove mi devo allenare?-
I due sorrisero...
Negli anni seguenti Liadon venne addestrato da Wyles a combattere con la spada.Il suo insegnante era duro e lo spingeva sempre al limite per migliorarsi, ma sapeva anche quando era ora di smettere e lasciarlo riposare.
Lui e la sua spada erano sempre felici e gioiosi, anche se gli allenamenti li distruggevano per la fatica...

_________________
La mia vita è una battaglia... non si può mai sapere quando finirà...

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Ultima modifica di Lolindir il Dom Set 06, 2009 1:15 pm, modificato 1 volta
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shurtugal

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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Sab Set 05, 2009 1:56 pm

Very Happy QUESTA E' LA PREMESSA, NEI PROSSIMI MESSAGGI LA STORIA VERA E PROPRIA.
CHE LA VOSTRA SPADA RESTI AFFILATA E I VOSTRI TASSI FEDELI.


Voi che ve ne state al sicuro nelle vostre case in questo mondo di pare ascoltate questa storia nel tempo diventata leggenda.

Ci fu un tempo in cui il mondo di Minar era devastato dalla guerra, il Primo popolo, conosciuto anche come popolo silvano o degli elfi combatteva alleato con uomini, nani e folletti contro l’esercito delle Tenebre composto da coboldi, orchi, non morti e dei temutissimi demoni delle ombre.
I signori di questo esercito, le sette Tenebre erano esseri oscuri e malvagi e si diceva che fossero l’incarnazione del Male sulla terra. Erano arrivati un giorno dalle Terre Nascoste: le terre sconosciute in cui nessuno voleva avventurarsi e da cui nessuno era mai tornato. Queste terre dovevano il loro nome alla piana delle Nebbie Mormoranti in cui la nebbia era così fitta da non vedere neanche il sole a mezzogiorno, da lì erano arrivate le Tenebre. Nella prima guerra contro il Male gli elfi potevano contare sull’aiuto dei coboldi e delle fate e dopo un duro combattimento sull’altopiano di Dor riuscirono a sconfiggere le tenebre e a portare la pace su Minar.
Secoli dopo le tenebre tornarono e inflissero dure perdite al popolo degli elfi che avevano perso l’alleanza dei coboldi, ma alla fine un gruppo di umani e elfi comandati da Oraf, un generale dei Primi riuscirono a impedire la catastrofe.
Ma queste vittorie avevano reso i Primi arroganti e orgogliosi, credendo alla sconfitta definitiva del male, si chiusero nel loro regno dimenticando le antiche alleanze.

Ora il Male è tornato, i coboldi sono passati dalla sua parte e le fate si sono chiuse nelle loro foreste incantate.
Quindi voi temete per la vostra sorte e combattete per il Regno ma non confidate nella speranza. Radunatevi alla fortezza di Eal per l’ultima battaglia.
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shurtugal

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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Sab Set 05, 2009 11:09 pm

Link, mi hai rubali l'idea di Inuyasha!!!

Va be, cambierò un po'
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Quileute

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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Dom Set 06, 2009 12:07 pm

PRIMA PARTE:
-Una per... soffrire.....,l'altra... per gioire. Ma... nessuna delle due può vivere se l'altra...... non sopravvive...-
Furono queste le ultime parole di Maghbahd,il rinomato mercante di tessuti conosciutissimo,a quel tempo,in quel paese invaso dal caos,dai mercati,dai nomadi e dalle grida della gente:il Marocco.
Le parole che abbiamo appena udito alle nostre orecchie possono sembrare solamente i lamenti di un vecchio pazzo a cui oramai non resta altro che "sprecare" la poca voce che gli rimane... ma alle orecchie e agli occhi dei suoi due figli queste erano parole sacre.
Hassan e Jair i due figli maschi avevano sempre vissuto bene li in Marocco,dopotutto il padre era un uomo rispettato da quelle parti e di conseguenza pure la sua famiglia.Ma ora che egli era morto,il rispetto, dovevano cominciaselo a guadagnare. I due fratelli per ò avevano già fatto i loro progetti e quindi ora non gli restava altro che prepararsi ad un lungo viaggio.
Erano due fratelli molto uniti e si erano ripromessi che appena il padre li avesse lasciti avrebbero venduto tutto ciò che fosse stato in loro possesso e con i soldi guadagnati dalla vendita delle merci avrebbero onorato il padre concedendogli un degno funerale. Così fecero e il giorno seguente partirono come era stato stabilito. I due erano diretti in un luogo ben diverso dal Marocco, erano diretti nella città dei maestosi Dei,dei venerabili gatti,nel Regno degli schiavi e dei Faraoni:L'Egitto!
Avevano sempre sognato di trovarsi in quel luogo,i età infantile dopo la scuola passavano i pomeriggi a sognare ed immaginare le avventure che passavano in quel fantastico mondo... ma allora era tutto un lungo ed interminabile sogno.... sogno che ora invece si stava per realizzare.
I due non portavano molto con loro,avevano invece comperato due cavalli anche se i commercianti avevano consigliato loro cammelli come destrieri,ma i ragazzi non erano affatto sciocchi e mal istruiti e così dissero ai cammellieri -Il cammello è l'animale del deserto e questo non te lo possiamo negare cammelliere ma è anche un animale sciocco e imprudente. Durante il tragitto un cammello non da segni di cedimento ma un giorno si accascia a terra e muore. Il cavallo invece è un animale fidato perchè lui ti avviserà sempre se ha bisogno di riposare o se è pronto ad affrontare lunghe ore di cammino-.
Così i ragazzi cominciarono ad acquistare un po di rispetto.
Oltre ai due cavalli avevano comperato un po di provviste che si erano divisi tra loro,ma la cosa più importante erano:Le Sfere, Urin e Tumim. Erano la cosa più preziosa ma anche la più maledicevole che si portavano appresso. Il padre le aveva trovate tre anni orsono durante un'uscita con i figli,in una vecchia grotta. Subito non lo disse ai figli,invece,si diresse dallo sciamano del villaggio che appena lo vide entrare disse -Urin e Tumim he... alla fine è accaduto. La leggenda ha un inizio e uno svolgimento.....e forse... anche una fine...- Così il vecchio scamano narrò la leggenda che le due pietre si portavano dietro -Una per gioire ma l'altra per soffrire,rammenta queste parole caro mercante. Urim gioisce alla vita dell'altra sfera ma se la sua opposta dovesse morire,ne sarebbe distrutta. Tumim a differenza onora la morte della gemella ma se ella dovesse morire Tumim di chi potrà adorare la morte...?- Il padre allora espose un'idea -Non potrebbe bastare riportarle dove le ho trovate?- -Nooooo! Non puoi fare un affronto del genere alle sacre sfere. Loro ti hanno trovato,tu hai trovato loro ed ora è compito tuo portare fine a tutto questo. La domanda giusta è come- - Bene allora dimmi come,come farò a scongiurare questa maledizione?!- -Mmh.......C'è un luogo dove queste pietre possono riposare in pace per il resto dei secoli ma devi sbrigarti o il loro potere si impadronirà di te,o forse,no ,no un uomo solo non potrebbe reggere un simile fardello. Tu hai due figli giusto lascerai a loro il compito di portare le pietre alla piramide di Keophe- -No non potrei mai lasciare un peso così grande alla mia famiglia sopratutto ai miei figli- -Mercante ascoltami!!!!!!!!!!! Tu lascerai il compito ai tuoi successori se non vorrai patire le pene dell'inferno con quelle sfere. Loro sapranno spartirsi il dolore,tu solo non c'è la puoi fare-.
Ora le parole che abbiamo ascoltato all'inizio riescono ad essere comprese anche dalle nostre umili orecchie.
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Lun Set 07, 2009 1:43 pm

Durante quegl'anni i due crescevano e aumentavanola loro forza, il ragazzo con Tessaiga si fece molti amici anche se lui era un mezzo-demone, era molto conosciuto e la gente gli voleva bene perchè estraeva la sua spada solo per le cause da lui ritenute giuste. Il ragazzo con Tenseiga iniziò ad avere molti seguaci che lo temevano per la sua forza e potenza di attacco.
La data del loro combattimento si avvicinava inesorabilmente i due si allenavano ma senza usare quasi mai il potere della loro spada, perchè lo odiavano...
Ma ci fù un motivo per il fatto che il padre abbia dato quei poteri alle spade.
Voleva creare due condottieri che avrebbero portato la distruzione su quel mondo così da poter risvegliare i demoni ormai dimenticati da mondo...
Ma loro non lo scoprirono abbastanza presto da potersi fermare, infatti crearono ognuno un esercito uno composto da pochi ma valorosi guerrieri mentre l'altro composto da pedine da sacrificare e un solo generale.
Finalmente arrivò il giorno in cui i due si dovettero affrontare, tornarono entrambi al villaggio, quando si trovarono faccia a faccia decisero che le loro spade non dovevano essere usate nell'incronto.
Le conficcarono nel terreno e presero delle spade normalissime per affrontarsi.
Iniziò il combattimento i due si lanciarono uno contro l'altro...
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Lun Set 07, 2009 11:15 pm

Mentre Liadon si allenava con Wyles...nelle caverne del monte Hecktel i demoni si radunavano attorno al loro signore, Ortias, figli di Vecna, assomigliava in tutto e per tutto ad un umano alto con i lineamenti perfetti, gli occhi azzurri e ammalianti, i capelli argentei che ricadevano sulle spalle, vestiva un abito nero e rosso e alla cintura portava la sua spada, Jukurrà, letterlamente "Flagello" nella lingua dei demoni...
Stava seduto sul suo trono, dritto e immobile, guardando ciò che i suoi servi gli avevano portato...una ragazzina coi capelli neri, gli occhi verdi , le guance rosa rigate dalle lacrime, il corpo snello coperto da pochi brandelli e stracci che un tempo erano un vestito completo...il suo nome era Katrin... veniva da Cerifal. Era stata portata via perchè Ortias credeva che i poteri latenti della ragazza potessero raggiungere un certo obbiettivo...
Il signore dei demoni si alzò e si avvicinò alla ragazza terrorizzata...
-Tu hai dei poteri sai?-
lei annui...ma non aveva davvero capito e Ortias se ne accorse, la prese per braccetto e la condusse per il sistema di caverne che costituiva il suo palazzo
-Vedi, tutti dicono che un grande potere spesso viene temuto, molti come te sono stati uccisi dalla loro stessa gente...ma io ti ho fatta salvare...perchè tu ottenessi ciò che è tuo di diritto!!-
la portò in una sala circolare al centro della quale vi era un enorme cristallo...filtrava della luce lunare da una fenditura nel soffitto...
Karin tocco come per istinto la gemma ed essa iniziò a sgretolarsi...mostrando al suo intero una splendida Spada nera...Karin la prese in mano e tutti i demoni presenti ruggirono all'unisono...
-ora piccola mia- gli disse Ortias - E' tempo che tu conosca il tuo potere...-

-Svegliatevi, giovane allievo!Svegliatevi!-
Liadon si alzò dal letto sbadigliando.
una giovane elfa lo stava chiamando da fuori....
-Cosa c'è? - chiese lui stirachiandosi
-Il maestro Wyles vuole vedervi subito-
Liadon si vesti, prese la spada e se la legò alla cintura.
uscì dal suo appartamento e camminando sulle passerelle che collegavano gli alberi su cui era costruita la città arrivò nella casa del suo maestro Wyles...
arrivato all'entrata un servo lo accompagnò davanti alla stanza di Wyles , accessibile da una porta scorrevole.
Liadon , come usanza degli elfi, si mise in ginocchio e bussò leggermente alla porta...
-vieni avanti- disse subito una voce da dietro la porta
liadon fece scorrere la porta ed entrò nella stanza...un dojo di allenamento con manichini, rastrelliere con varie armi e tanto ancora.
wyles era seduto in ginocchio vicino ad un tavolino e sorseggiava de tè
Liadon si avvicinò in silenzio...e poi
-allora come va, maestro?-
Wyles pose sul tavolo la sua tazza e guardò Liadon
-Quanti anni sono che ti stai allenando?-
-quattro anni,no?-
-E non hai notato niente di strano? diciamo, fra te e la tua spada?
Liadon guardò la lama
-In effetti, la tratto come un amica ma di lei non so neanche il nome, ma cosa centra?-
Wyles si alzò , prese la sua spada e la estrasse dicendo:
-Infilza, Binhiel!!!-
la spada magicamente cambiò forma...la lama divene più sottile, la guardia si fece più lunga fino ad arrivare ad unirsi da un lato con la fine dell'impugnatura.
Liadon percepì un aumento di energia all'interno della stanza, rimase stupefatto da quel cambiamento.
-Questa- disse Wyles- è la vera forma della mia spada... le spade usate da noi spadaccini col passare degli anni di allenamento sviluppano una vera e propria anima e da allora è possibile utilizzare la loro vera forma chiamandole per il loro vero nome...come hai detto tu , non conosci il nome della tua spada e fino a quando non lo saprai non potrai mai essere pronto a combattere...-
-e allora come faccio? non posso mica chiederle il suo nome come se fosse una persona-
in quel momento dal centro del dojo si aprì una botola e apparve tenga con il suo bordone in mano...
-Per questo abbiamo preparato un fantastico campo da allenamento...sotto la città!!!-
Liadon era un pò confuso
-ma cos....ahhhh-
il giovane non riuscì a finire di parlare che Wyles lo buttò nella botola con una pedata...
-sei sicuro che può riuscirci? Ortias sta diventando sempre più forte...il tempo sta per scadere- disse Thenga a Wyles guardando il buio in fondo alla botola...
Wyles fece tornare normale la sua spada...
-Ci riuscirà vedrai...forse non farò in tempo ad insegnargli lo Shikai ma a quel punto potrà anche capirlo istintivamente...-
-Già-

Liadon atterrò sopra un materasso...quasi Thenga avesse previsto quella caduta...
-ma che diamine...-
si guardò in torno e vide un paesaggio brullo, con qualche albero e stagno e molte colline e montagnette...non riusciva a vederne la fine e il soffitto emanava luce come se fosse giorno inoltrato...
-ma cosa devo fare io qui?- si disse Liadon...non finì neanche di parlare che con un balzo qualcosa lo attacco...Liadon parò il colpo all'ultimo , wyles lo aveva addestrato bene.
-Chi sei?- gridò
l'essere con u altro balzo salì in cima ad una collinetta : era totalmente avvolto da un mantelo nero che si sfilacciava in continuazione ma non si accorciava mai, in mano aveva una spada di quelle leggere e resistenti e il volto coperto da un cappuccio...
-Allora? mi rispondi? sei un incantesimo di Thenga?-
-hi hi-
-perchè ridi?-
-rido perchè sei un debole .... Liadon!!!-
in quel momento si tirò su il cappuccio e il suo volto era uguale a quello del giovane solo che la pelle era pallidissima e gli occhi neri come il carbone...
-che cosa sei?- disse Liadon intimorito
-Io sono te...sono il potere che potresti avere se getterai via quella spada di cui non sai neanche il nome...-
-MAI!!!-
Liadon si getto su di lui...il combattimento iniziò.
Liadon era veloce e continuava ad attaccare ed eseguiva un colpo dopo l'altro con la sua spada, ma l'altro lo schivava senza neanche usare la sua, fino a quando con la mano il suo avversario gli prese il braccio con cui stava attaccando e glielo torse dietro la schiena e salto di nuovo su un altra collinetta
-sei debole!!!-
-cosa devo fare?-pensava Liadon -è più veloce e forte di me...non ce la farò da solo...-
-facciamo così- disse all'improvviso la creatura -se tu riuscirai a farmi un solo taglio...avrai vinto!!! Non hai un limite di tempo puoi metterci tutti i giorni che vuoi!!!-
-Va bene!!!- e subito si slanciò all'attacco...

_________________
La mia vita è una battaglia... non si può mai sapere quando finirà...

-Oltre le colline...oltre le montagne...oltre le pianure...oltre le foreste...oltre i fiumi...oltre i mari...oltre gli oceani...oltre l'orizzonte...oltre il cielo...oltre le stelle.........................
Giri a destra , vai avanti , poi a sinistra e sei davanti all'edicola!!! capito o devo rispiegare?-


Ultima modifica di Lolindir il Gio Set 10, 2009 12:15 pm, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Mer Set 09, 2009 1:57 pm

SECONDA PARTE

L’esercito del Regno si lanciò in battaglia. Erano stati decimati nel corso delle precedenti battaglie e il fronte era arretrato di molto fino ad arrivare quasi alla fortezza di Eal e ormai si poteva scorgere lontana all’orizzonte Alwa, che in elfico significava fulgida stella, la capitale del regno.
Anche l’esercito delle Tenebre era stato privato di molti guerrieri ma nonostante questo non dava segni di indebolimento, anzi sembrava più forte ogni giorno che passava.
Ora gli eserciti si lanciavano in un'altra battaglia che avrebbe potuto segnare la totale conquista della regione Nord.
Ecco era giunto il momento, mancavano pochi metri all’impatto tra i due schieramenti. Con un rumore terribile le prime linee si incrociarono e molto guerrieri vennero schiacciati dall’implacabile avanzata dell’armata del Male. Solo pochi elfi e umani opponevano ancora una fiera resistenza, fra questi c’era il giovane Lyoden che con la sua spada stava decimando le file nemiche.
Lyoden era un ragazzo di soli 16 anni che la guerra aveva costretto anzitempo a partire di casa per combattere per il Regno. Come tutti gli elfi Lyoden era stato addestrato al combattimento fin dall’età di 12 anni, ma si era dimostrato un guerriero poco capace e debole. Così era stato fino a quando era stato mandato al fronte e aveva visto morire molti dei suoi compagni. Da allora in Lyoden sembrò risvegliasi qualcosa, la stessa cosa che, forse, aveva guidato suo padre Oraf a sconfiggere il Male l’ultima volta. Lyoden, insieme ad altri giovani soldati, aveva creato un gruppo di compagni che avevano giurato di proteggersi a vicenda in quella guerra e anche dopo, il loro nome era: gli Ultimi.
Ora Lyoden stava lì, a combattere per il suo mondo, i suoi avversari cadevano a terra colpiti dalla sua furia, pochi metri più in là altri due Ultimi: Udon e Mita stavano combattendo contro un gruppo di coboldi. Lyoden li vide si slanciò in avanti per unirsi a loro, ma i due ragazzi stavano già per soccombere sotto la grandinata di colpi che stava ormai distruggendo i loro scudi.
Lyoden allora si preparò a lanciare un incantesimo, mormorò qualche parola e un mulinello di vento apparve attorno al suo braccio teso. Lyoden lo scagliò sui coboldi che caddero a terra storditi.
I due guerrieri si unirono al loro compagno e si prepararono a fronteggiare il gruppo di nemico che si stavano riprendendo in fretta.
- Tempismo perfetto- disse Udon a Lyoden.
- Già, un attimo dopo e non saremo qui a discuterne - aggiunse Mita, l’unica ragazza del gruppo, – Comunque ottimo incantesimo, te l’ha insegnato tuo padre, vero?
- Sì, non era proprio fatto bene ma l’effetto è riuscito.
Lyoden sorrise mestamente, era da un anno che suo padre Oraf gli stava insegnando la magia, un arte ormai quasi dimenticata che i popoli del Regno avevano abbandonato al tempo dell’ultima guerra contro le Tenebre per non diventare dipendenti da essa. Il ragazzo se la cavava abbastanza bene con gli incantesimi e studiava tutti i giorni pile di libri e formule, ma la magia era un arte complessa e ermetica, come gli ricordava sempre suo padre, e ci voleva molto tempo per padroneggiala.
- Ok, basta parlare – disse Udon accennando al gruppo di coboldi che si era ripreso del tutto e ora sembrava deciso a vendicarsi.
Lyoden si mise in testa al gruppo e si buttò nella mischia. Due coboldi si lanciarono all’attacco roteando le grosse spade, ma il ragazzo parò i colpi e Mita e Udon diedero ai nemici il colpo di grazia.
Visto il destino dei loro compagni gli altri coboldi si bloccarono sgomenti, questo momento di smarrimento fu loro fatale, i tre compagni attaccarono e subito il numero di corpi a terra cominciò a crescere. Ormai era rimasto un solo coboldo che terrorizzato tentava di fuggire.
Lyoden si lanciò all’inseguimento ma all’improvviso un globo di fuoco nero circondò il fuggitivo e lo ridusse in polvere.
- Guarda che codardi che ci sono nel nostro esercito – disse una voce dietro alle spalle degli Ultimi.
Un demone delle ombre uscì allo scoperto estinguendo il suo incantesimo. Era un essere malvagio, aveva le forma di un uomo ma la sua pelle era dello stesso colore del suo incantesimo e i suoi occhi non brillavano di vita come quelli degli uomini, ma avevano un bagliore sinistro che noi siamo soliti chiamare morte.
- Quel codardo non meritava di vivere - sogghignò il demone – ma il suo lavoro non può non essere concluso quindi è per me un immensa gioia togliervi di mezzo- disse estraendo dal fodero una spada rossa.
- Voi restate qui – disse Lyoden ai compagni avanzando. I demoni erano creature della forza sovrumana e dai grandi poteri magici, solo pochissime persone sono in grado di sopraffarli e già una volta Lyoden aveva rischiato di morire combattendo contro uno di loro.
Il demone lo sovrastava in altezza di almeno venti centimetri ma il ragazzo si fece avanti senza paura per proteggere i suoi amici.
Il demone rimase fermo, con un sorriso sinistro stampato sulle labbra. Lyoden allora si lanciò all’attacco mirando alla testa del nemico, ma quello si abbasso e tentò l’attacco sul fianco destro del ragazzo che era rimasto scoperto. Lyoden parò e i due si separarono nuovamente. Il combattimento procedette ancora per molto con scontri feroci i corpi si muovevano come in una strana danza, le spade facevano scintille a ogni impatto e diventavano via via sempre più inutilizzabili finché un ultimo assalto tranciò di netto le due lame.
Il demone non sorrideva più – Sei forte ragazzino, ma io lo sono di più!- gridò mentre nella sua mano si addensava una luce oscura.
Lyoden si preparò a contrattaccare richiamando i venti e lanciò una potente onda d’urto nello stesso istante in cui il demone lanciò il suo incantesimo. I due incantesimi si incontrarono a mezz’aria causando una violenta esplosione, l’incanto del demone ebbe la maglio e continuò a sfrecciare in direzione di Lyoden. Il ragazzo fece appena in tempo ad alzare lo scudo per proteggersi prima che l’attacco lo scaraventasse a terra distruggesse il suo riparo.
Il demone rise, una risata crudele priva d’allegria, e si preparò ad attaccare di nuovo.
Lyoden si rialzò, sentiva che quella era la fine ma non indietreggiò per non lasciare scoperti i suoi amici. Cominciò a mormorare una formula e una sfera di fuoco apparve sulla sua mano e mentre le parole gli uscivano di bocca la sfera crebbe fino diventare delle dimensioni di un uomo. I due avversari lanciarono di nuovo il loro attacco e al centro del campo furono fiamme e oscurità, questa volta fu l’attacco del demone a venire distrutto e la fiamma lo colpì in pieno facendolo rotolare a terra. Lyoden cadde in ginocchio sopraffatto dalla fatica di evocare l’incantesimo.
Il demone si rialzò, una furia assassina era dipinta sul suo volto. Lyoden si voltò per dire ai compagni di scappare ma si rese conto che durante il combattimento erano stati presi da altri due demoni. Il primo demone avanzava versi il ragazzi con un pugnale in mano e Lyoden si alzò, non voleva morire a terra rannicchiato come un bambino, chiuse gli occhi e aspettò il colpo.
Aspettò un dolore che non venne e sentì la urla del demone. Aprì gli occhi e vide una lama spuntare dal petto del demone che cadde a terra con un tonfo sordo e dietro di lui apparve Mark il fratello gemello di Lyoden e membro della compagnia degli Ultimi. Dietro di lui Lyoden vide Domik, un altro compagno, con l’arco puntato. Lyoden si volse e vide il demone che teneva Udon cadere a terra trafitto al cuore da una freccia. L’ultimo demone si diede alla fuga portando Mita con se, ma non fece molta strada. Un fulmine dal cielo lo colpì e apparve Oraf con la sua armatura splendente e la grande spada attaccata alla cinta.
- Tornate all’accampamento, riceverete nuovi ordini - disse ai ragazzi – e voi andate nella mia tenda, il re è arrivato e vi sta aspettando. Avete combattuto bene oggi, ma temo che non sarete sempre così fortunati – sospirò rivolto ai suoi figli e voltatosi se ne andò.

TERZA PARTE
La tenda era ampia e luminosa con numerose fiaccole attaccate alle pareti. Il re sedeva su un umile sgabello di legno, ma questo non intaccava la sua aura di solennità e forza che faceva intuire il suo rango. Oggi, però questa sua espressione era velata da un misto di paura e sofferenza. Ma quando parlò la sua voce era ferma e decisa.
- Mark, Lyoden siate benvenuti. Adesso siete qui su mia richiesta per una missione di vitale importanza - esordì il Sire – è il momento che veniate a conoscenza di una profezia fatta alla vostra nascita dall’oracolo delle fate. Questa profezia parla di due gemelli figli di un eroe che, in caso di guerra potrebbero salvare il regno come lo salvò loro padre una volta- disse indicando Oraf che nel frattempo era arrivato e si era messo di fianco al re con una strana cassetta in mano.
- La profezia - continuò il re - recita così:

Dall’albero che un tempo ebbe di tutti il rispetto,
Nasceranno due fiori di uguale diletto
Uguali alla vista ma diversi d’affetto
Saran per il Regno lo scudo perfetto.
Poiché sol loro potranno salvare
Con le Due Sorelle il mondo immortale
E quando il male sarà alle porte rifugiatevi in Eal
E sfidate la Morte.
I due fratelli soli potranno lottare
Per distruggere il Male che non deve tornare.
Per l’ultima volta unite le truppe
I due le tenebre dal mondo cacceran tutte.

Il re terminò di recitare la profezia e nella tenda calò un silenzio teso.
- Quindi, siamo sicuri che la profezia parli di noi? - chiese Mark. Non sembrava spaventato, eccitato semmai.
- Si, parla proprio di voi. Siamo riusciti a tener nascoste queste informazioni al nemico fin ora. Domani prepareremo l’attacco finale e impegneremo le truppe nemiche. Voi avrete così il tempo di andare a compiere la vostra missione – spiegò loro il re.
- Solo se ve la sentite – puntualizzò Oraf con una vena di incertezza nella voce.
Il silenzio tornò di nuovo nella tenda ancora più denso che sembrava si potesse toccare.
- In pratica possiamo scegliere se morire andando in questa missione per combattere il Male o morire aspettando che sia lui che venga da noi – disse Lyoden – Io ci sto,tanto prima o poi tocca a tutti, meglio morire cercando di fare quello che è giusto.
- Sono d’accordo fratello. Piuttosto cos’è questa storia delle Due Sorelle? – chiese Mark con un mezzo sorriso.
- Bene – il re sorrise incerto – Allora le Due Sorelle sono queste spade – disse mentre Oraf apriva lo scrigno.
Al suo interno erano appoggiate due spade, le più meravigliose che si siano mai viste.
La prima era nera con venature rosse che sembrava appena uscita da un vulcano, l’impugnatura era d’argento a forma di drago con un grosso rubino incastonato sull’elsa e con strane scritte in una lingua sconosciuta sulla lama.
La seconda, invece, aveva una lama bianca e cremisi con l’elsa a drago fatta d’oro bianco e un diamante incastonato. Anche questa aveva delle rune ma diverse da quelle dell’altra spada e in qualche modo familiari.
- Queste spade sono state forgiate dal primo elfo e dalla prima Tenebra – disse il re – La prima l’abbiamo sottratta ai nemici il giorno della loro caduta nell’ultima guerra.
Oraf consegno la spada nera a Mark.
- La seconda, - continuò il Sire – è in nostro possesso da sempre, ma fin ora nessuno si è dimostrato degno di portarla.
La spada bianca fu consegnata a Lyoden.
- Entrambe le spade sono uniche al mondo fatte con il diamante del monte Fuoco, sono armi fantastiche, indi distruttibili, leggere, maneggevoli, immuni alla magia e aumentano le capacità fisiche e magiche dell’utilizzatore, ma se usate male possono causare molto dolore – li ammonì il re – ora andate a dormire, domani ci prepareremo per l’ultimo attacco e mi servite forti e riposati.
I due fratelli si inchinarono, uscirono della tenda e andarono a letto senza parlare, ognuno immerso nei propri pensieri.
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Mer Set 09, 2009 11:45 pm

ho deciso di allungare la data della fine del contest di due settimane...così finiremo il 27 sttembre ma ne verrà fuori un bel contest

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sono tutte cose dettate dagli uomini...
non esistono di loro...
le abbiamo create noi...
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Gio Set 10, 2009 12:09 am

Evvai..... Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii..... Sei il MIGLIORE Master GDR!!!!!!!!! Yes!
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Gio Set 10, 2009 12:56 pm

Per me può andare anche anche bene
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   Gio Set 10, 2009 4:37 pm

Perfetto!!!
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MessaggioTitolo: Re: Contest N°6: Story contest N°3   

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